Campane in Dialogo – 6 – giugno 2023

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Carissimi parrocchiani,
siamo giunti alle soglie dell’estate e si apre la prospettiva tanto desiderata di un tempo di meritato riposo e di coinvolgimento in esperienze nuove ed appaganti. In questi mesi abbiamo vissuto diversi momenti significativi della vita comunitaria che abbiamo cercato di riavviare dopo il tempo pesante della pandemia. Ci siamo accorti che la voglia di ritrovarci e di camminare insieme c’è, ma che si sono accentuate quelle pericolose tendenze all’utilitarismo individualista e alla rassegnazione davanti ai progetti comuni, che rischia di bloccarci. Sì, in questi tempi difficili proviamo tutti la tentazione di dimenticare la bellezza di dedicarsi al bene comune chiudendoci invece nella difesa dei nostri interessi privati; rischiamo di perdere la voglia di sognare grandi orizzonti e desiderare un futuro migliore per tutti, accontentandoci di strappare al tram tram quotidiano quel poco che può darci. Sentiamo la tentazione di rinunciare al gusto delle cose fatte bene e all’orgoglio di aver realizzato qualcosa di importante, rassegnandoci all’idea che non ci sia veramente qualcuno che ci apprezzi e ci dia fiducia.
Anche nella nostra vita di chiesa rischiamo di adagiarci su un livello di basso profilo per cui ci basta “acquistare qualche prodotto religioso” per noi, ma siamo poco disponibili ad impegnarci per costruire una comunità dove tutti possano incontrare con gioia il Signore; cadiamo in una sorta di consumismo spirituale dove ci accontentiamo di alcuni momenti di “emozione spirituale”, ma non ci apriamo ad una intensa esperienza dello Spirito che trasforma la vita e rivoluziona i criteri delle nostre scelte. Abbiamo invece bisogno di recuperare il senso della responsabilità necessaria per progettare il futuro e ricostruire un tessuto di relazioni fraterne e solidali.
A questo proposito mi sono imbattuto in un racconto che mi ha fatto pensare e che voglio donarvi come spunto di riflessione per questo tempo estivo: Un capomastro lavorava da molti anni alle dipendenze di una grossa società edile. Un giorno ricevette l’ordine di costruire una villa esemplare secondo un progetto a suo piacere. Poteva costruirla nel posto che più gradiva e non badare a spese. I lavori cominciarono ben presto, ma, approfittando di questa cieca fiducia il capomastro pensò di usare materiali scadenti, di assumere operai poco competenti a stipendio più basso e di intascare così la somma risparmiata. Quando la villa fu terminata, durante una festicciola, il capomastro consegnò al presidente della società la chiave d’entrata. Il presidente gliela restituì sorridendo e disse, stringendogli la mano: “Questa villa è il nostro regalo per lei in segno di stima e di riconoscenza”.
I giorni che viviamo e le responsabilità che ci sono affidate sono i mattoni della casa che abiteremo: non sprechiamoli e non rinunciamo a costruire il nostro capolavoro per un piatto di lenticchie!
Buona estate
d.Andrea

FESTA DI PRIMA COMUNIONE a cura di Roberta
La festa di Prima Comunione è sempre una occasione, anche per la comunità, per rimettere al centro il valore di questo sacramento così semplice e allo stesso tempo, così ricco. E’ andata così anche quest’anno con la nostra festa in Duomo, il 7 maggio alle 10. Il desiderio dellincontro personale con Gesù è stato lelemento che ha caratterizzato sia il percorso di preparazione sia questa giornata non solo per i ragazzi. Come è normale ciò che essi respirano diventa immediatamente profumo anche per chi sta loro accanto e così, anche se quello della festa di prima comunione è un passaggio che molti di noi hanno già vissuto, una volta di più, è stata occasione per ritrovarsi e riconoscersi della stessa squadra”.

L’allenatore Gesù e la nostra umanità sono i fili rossi che ci uniscono: siamo tutti invitati a giocare sui campi della vita: quella scolastica e quella lavorativa; in famiglia e con gli amici, riconoscendo che solo collaborando tra noi e tenendo lo sguardo su Gesù e la sua Parola potremo arrivare alla meta.
Ecco l’invito ad ogni ragazza e ragazzo del percorso di Prima Comunione e alle loro famiglie, che vale poi per ognuno: non smettiamo di coltivare i buoni legami che ci rendono umani e continuiamo ritornare a Gesù ogni volta che sentiamo di aver sete di vita bella.

Porte aperte a San Francesco Saverio a cura di Alessandro
Chiesaperte, uno slogan leggibile in due modi “chiesa aperta” ma anche “chiesa per te”, è nato alle porte di San Francesco Saverio: un luogo di forte spiritualità delimitato sovente da una cancellata in ferro battuto che ne limita lo spazio quasi impoverendolo. Siamo partiti da lì per cercare di capire non tanto “quando” aprire una chiesa, ma
“perché”, scoprendo il senso di questo gesto. L’esperienza dell’apertura serale, e ancor più quella della pausa pranzo del giovedì, ha permesso di trasformare un luogo in un’occasione di ascolto, di visita, di silenzio, come se la Comunità, a partire da quella parrocchiale, avesse voluto estendersi non tanto per conquistare terreno quanto per diventare ancor più uno strumento di relazione.

Proprio in San Francesco Saverio e nella Chiesa di Santa Margherita il 9 giugno, dalle 17 alle 24, è stata organizzata la Lunga notte delle Chiese”, nata tanti anni fa in Europa, la prima notte bianca delle Chiese in cui si fondono musica, cultura e spiritualità. È una notte, un po straordinaria, che ha permesso di godere della normalità di ciò che di giorno dovrebbero essere le nostre chiese: luoghi di aggregazione, di bellezza, di ricerca, e, perché no, anche di rifugio. Luoghi soprattutto da vivere. Questo è quello che vorremmo continuare ad essere: testimoni evangelici d’accoglienza. Questo è Chiesaperte. Nulla di più.

UNA DOMENICA SPECIALE IN ORATORIO a cura di Gaia, Elisa e Vera
Domenica 28 Maggio, nel giorno di Pentecoste, le parrocchie Duomo e Santa Maria Maggiore hanno festeggiato la fine di questo anno di catechesi con un pranzo in compagnia, dopo la celebrazione della Messa. In oratorio eravamo una trentina di famiglie con i loro ragazzi e ragazze. Alcune persone sono state intervistate dalle tre giovani redattrici dellarticolo che fanno parte del gruppo di prima comunione:
Teresa, venuta per le sue bambine che fanno catechesi, mangiava per la prima volta in oratorio e il pranzo le è piaciuto molto. Ha conosciuto molte persone nuove ed è venuta volentieri, quindi era molto rilassata.
Nonno Mario, anche lui era qui per la prima volta e ha apprezzato molto il pranzo e ha conosciuto molte persone nuove. È venuto per le sue nipotine e si è divertito.

La cuoca Madre Daniela era molto contenta di aver preparato il pranzo per così tante persone che consisteva in antipasti, pastasciutta al sugo di pomodoro, affettati, formaggi e dolci. Secondo lei questo incontro è stato organizzato per far sì che le famiglie si incontrino.

Alle 15:00 cè stato uno spettacolo intitolato Il figlio prodigo e il padre misericordioso”, una rivisitazione al giorno doggi della parabola, recitata da bambini di prima media e della quinta elementare. Si partiva con la scena delle colazione, in cui uno dei figli se ne vuole andare di casa. Il padre acconsente e il figlio maggiore pensa che sia ingiusto. Il figlio spendaccione incontra dei ragazzi che lo convincono ad andare con loro, ma spendendo i soldi in feste, rimane povero.
Manda una lettera al padre in cui chiede perdono e quando ritorna il padre organizza una festa.

Alla fine dello spettacolo Don Andrea ha fatto un discorso di ringraziamento ai ragazzi che hanno recitato, al regista Carlo e ai catechisti Francesco, Donatella e Nadia, mentre gli applausi scrosciavano in sala. Paola e Valeria, due interpreti, ci hanno detto che si sono sentite felici, emozionate ed eccitate. I messaggi che volevano trasmettere erano di pentimento e di consapevolezza nelluso del denaro. Si sono divertite e pensano che questo darà inizio a qualcosa, chissà, magari ad altri spettacoli o addirittura a una carriera! I giochi per il pomeriggio sono stati palla avvelenata e calcetto. Si può dire che il 28 Maggio è stato uno dei giorni più belli trascorsi insieme.

GIOVANI IN RICERCA a cura di Gianluca e Andrea
Domenica 9 ottobre 2022, insieme allArcivescovo Tisi è iniziata lesperienza della Casa delle Vocazioni”. Una realtà nata per i giovani che vogliono interrogarsi sul proprio futuro a 360 gradi. La casa infatti offre due realtà: un percorso di domande e interrogativi sulla propria vita e lanno propedeutico, ovvero il periodo di discernimento e preparazione verso il seminario.

I ragazzi sono accompagnati da una equipe formata da don Duccio Zeni responsabile della pastorale vocazionale diocesana, che dà una testimonianza di vita parrocchiale e sacerdotale. Marco e Chiara Gadotti una coppia di sposi, che ci permettono di comprendere gioie e fatiche della vita matrimoniale, Suor Giuseppina Vanazzi delle suore di Maria Bambina, che offre la possibilità di affacciarsi alla realtà della vita consacrata e don Livio Buffa, padre spirituale, che dà la possibilità di un accompagnamento spirituale, per coltivare il rapporto personale con Dio.

In questo momento abitiamo questa Casa, Gianluca e Andrea, provenienti dalle diocesi di Trento e di BellunoFeltre, segno di comunione e amicizia tra i vescovi. La casa
si trova presso la canonica del Sacro Cuore, permette così un rapporto con la realtà parrocchiale. Questanno ci ha permesso di svolgere esperienze nuove ad esempio Bonomelli incontrando persone senza fissa dimora, Caritas prendendo coscienza di alcune fatiche della nostra società, il San Camillo visitando gli ammalatati .. ma anche frequentare lezioni presso il Seminario e avere momenti di preghiera e di dialogo insieme.
Esperienze che non avremmo potuto svolgere senza questa occasione.

Accompagniamo tutti i giovani che sono alla ricerca della loro vocazione con la preghiera di San Giovanni Paolo II

Gesù, Figlio di Dio,
in cui dimora la pienezza della divinità,
Tu chiami tutti battezzati “a prendere il largo”,
percorrendo la via della santità.

Suscita nel cuore dei giovani il desiderio
di essere nel mondo di oggi
testimoni della potenza del tuo amore.

Riempili con il tuo Spirito di fortezza e di prudenza
perché siano capaci di scoprire la piena verità
di sé e della propria vocazione.

Salvatore nostro, mandato dal Padre

per rivelarne l’amore misericordioso,
fa’ alla tua Chiesa il dono
di giovani pronti a prendere il largo,
per essere tra i fratelli manifestazione
della tua presenza che rinnova e salva.

Vergine Santa, Madre del Redentore,
guida sicura nel cammino verso Dio e il prossimo,
Tu che hai conservato le sue parole nell’intimo del
cuore, sostieni con la tua materna intercessione
le famiglie e le comunità ecclesiali,
affinché aiutino gli adolescenti e i giovani
a rispondere generosamente

alla chiamata del Signore. Amen

Gli orari estivi delle Messe in parrocchia – LINK